Il Consorzio ACAP gestisce i trasporti urbani della città di Piacenza ed extraurbani del bacino di traffico della sua Provincia.
A tal fine ha effettuato nel 1996 7.273,000 vett.Km di cui 4.665.000 nel servizio extraurbano e 2.608.000 nel servizio urbano a favore di una popolazione di 100.000 abitanti della città capoluogo e di 160.000 abitanti del resto della Provincia.
Due terzi di questo territorio sono di tipo montagnoso, caratterizzato da valli poco popolate e con scarsa mobilità tra di loro; un territorio difficile da servire con un sistema di trasporto tradizionale, e per il quale diventa problematico trasporto dì grandi dimensioni a percorso ed orari fissi.
A metà degli anni 80 la Provincia di Piacenza, il Consorzio Trasporti Pubblici e l'ACAP si posero, d'intesa con la Regione Emilia Romagna, l'obiettivo dì progettare e sperimentare un sistema di trasporto non tradizionale appositamente studiato per le aree a domanda debole al fine di offrire un servizio migliore, più flessibile ed economico.
Dal punto di vista legislativo lo spunto era offerto dalla L.R, 33/84 che all'art.5 prevedeva la possibilità per l'ente concedente (Provincia) di rilasciare una concessione relativa al complesso delle lìnee interessanti un'area territoriale omogenea. In questo caso la concessione deve essere accompagnata da una convenzione organizzativa nella quale è prevista, tra l'altro, la facoltà del concessionario di dare in appalto ad altra impresa lìnee di servizio a carattere marginale, semprechè l'esecuzione in appalto si risolva in apprezzabile riduzione del costo di produzione.
Lo studio di fattibilità e la proposta istitutiva del servìzio "Prontobus" , un servizio integrativo dell'Alta Val Nure che interessa il territorio dei tre Comuni: Bettola, Farini e Ferriere, sono stati elaborati negli anni 1985-1986 dal Centro di Teoria dei sistemi del Politecnico di Milano, nell'ambito del Progetto Finalizzato Trasporti del Centro Nazionale delle Ricerche con la collaborazione dell'Azienda Consorziale Autotrasporti di Piacenza - ACAP, del Consorzio Trasporti e dell'Amministrazione Provinciale di Piacenza, ed il patrocinio dell'Assessorato ai Trasporti della Regione Emilia Romagna.
II servizio a chiamata "Prontobus" in esercizio in Alta Val Nure, è un sistema di trasporto pubblico ottimizzato mediante l'uso di un personal computer per la gestione e il monitoraggio delle chiamate e di un sistema di comunicazione radio per il governo e 1'instradamento dei veicoli.
Lo studio, che ha portato all'individuazione e alla realizzazione del sistema attuale è passato attraverso tre fasi di progetto distinte :
Lo studio di fattibilità effettuato per l'istituzione del Prontobus ha quindi dovuto definire alcuni aspetti caratterizzanti il servizio, quali:
Il programma per la gestione del servizio, che contiene al suo interno le informazioni relative alla rete stradale, ai tempi di percorrenza dell tratte, ai prezzi delle corse, ecc. gestisce il servizio di minibus in tempo reale in base alle richieste che giungono al Centro Operativo: in linea di principio ogni linea è servita con un minibus che si muove nella zona di competenza, una all'occorrenza, per esempio in occasione dei mercati nei comuni capoluogo, lo stesso è in grado di gestire più minibus che vengono concentrati nella zona.
Una volta definito il progetto in tutti i suoi aspetti, gli Enti interessati si sono posti il problema dell'integrazione con il servizio esistente: poichè le modalità di servizio (a chiamata) erano molto differenti da quelle in atto (servizio a percorsi e orari fissi), difficoltà di carattere normativo-sindacale hanno impedito una integrazione iniziale tra i due sistemi: la Regione Emilia-Romagna ha deciso pertanto di finanziarlo come servizio aggiuntivo a quello tradizionale e l'esecuzione è stata data in appalto ad una cooperativa.
Il Prontobus è iniziato pertanto con una fase di sperimentazione durata dall'avvio del servizio - Febbraio 1987 - fino all'Ottobre 1989, basata su:
Questa fase è servita tra l'altro a individuare l'effettiva domanda di tale servizio innovativo per dimensionare l'offerta, dovendo risolvere ad esempio il problema della quantità di Km. minima da garantire all'appaltatore per l'organizzazione dello stesso; trattandosi di servizio a chiamata di nuova istituzione non si poteva immaginare quale riscontro avrebbe avuto presso la popolazione, inoltre una organizzazione di base doveva essere instaurata e comunque riconosciuta una percorrenza minima per assicurare la stessa.
La seconda fase (1989-1992) segna il passaggio dalla sperimentazione del sistema di trasporto non convenzionale alla sua istituzionalizzazione da parte della Regione E.R. che lo ammette al finanziamento tramite il Fondo Nazionale Trasporti. La messa a regime del sistema di trasporto comporta il potenziamento del servizio e l'introduzione di significative modifiche nell'organizzazione dell'offerta, consistenti principalmente in:
Il servizio "Prontobus" in via definitiva si presenta con le seguenti caratteristiche:
Il "Prontobus" si esercita quindi nelle ore mattinali in cui il servizio tradizionale è fermo.
L'utente che desidera spostarsi deve semplicemente telefonare al Centro e comunicare le sue esigenze. Il tempo di inserire tutte le informazioni nel computer e l'utente, in attesa al telefono, viene informato dell'orario in cui il bus passerà a prelevarlo. Tutto avviene in tempo reale. L'utilizzo del telefono anche da parte della popolazione anziana non è un problema in quanto la dotazione nelle zone è alquanto elevata; questo fatto ha anzi il vantaggio che l'attesa avviene tranquillamente a casa.
La richiesta può riguardare un giorno successivo a quello della telefonata (servizio a prenotazione) o il giorno stesso (servizio a chiamata).
All'autista, prima della partenza, viene assegnato un itinerario di viaggio con tutte le chiamate e i punti di carico pervenute prima delle ore 8.00; per quanto riguarda le chiamate che giungono nel corso della mattinata, l'autista viene avvertito via radio, l'utente viene assegnato a uno dei mezzi in servizio, di cui nel frattempo è stato determinato il nuovo percorso.
Nella giornata tipo vengono dunque gestiti cinque minibus che si muovono ciascuno nella sua zona di compentenza, a secondo delle chiamate ricevute.
Le tariffe applicate, inizialmente quelle regionali a fasce chilometriche del servizio di linea, visto l'alto livello del servizio offerto all'utenza, sono state aumentate nel corso del 1992 a seguito di apposita delibera regionale mediamente del 40% rispetto al servizio tradizionale.
Questo incremento delle tariffe imposto al servizio a chiamata se da un lato ne ha riconosciuto la specificità come servizio di più elevate performance qualitative, dall'altro ha comportato almeno in una prima fase un significativo decremento dell'utenza servita, che si è assestata successivamente negli anni dal '92 in poi.
Dal momento della sua istituzione il servizio è stato appaltato ad una cooperativa (CO.PR.A.) sia per ragioni di costo, che per la difficoltà a fare svolgere da personale aziendale tali servizi a chiamata in ore di morbida.
A partire dal 1992 è stata avviata la terza fase, caratterizzata dal sostanziale assestamento dell'offerta del servizio a chiamata e dalla progressiva integrazione con il servizio di linea delle vallate laterali. Dovuto all'esigenza di modificare lo schema dell'offerta adeguandola per quanto possibile alla domanda (tenendo anche conto del progressivo calo della popolazione passata, in 12 anni dai quasi 10.000 residenti dell'85 ai poco più degli 8.000 attuali), nonchè alla necessità di contenere i costi, è stata attuata nell'area marginale dell'Alta Val Nure una rivisitazione del trasporto pubblico che, mettendo a frutto l'esperienza del servizio di trasporto non convenzionale di area (Prontobus) ha determinato un'organizzazione basata sulla separazione del servizio di fondovalle (gestito dall'ACAP) dai servizi delle sette linee marginali che fanno capo ai comuni dell'Alta Val Nure.
In pratica è stata fatta una gara di appalto, vinta dalla stessa cooperativa che gestiva il Prontobus, per l'effettuazione oltre che del servizio a chiamata, anche dei servizi tradizionalmente gestiti dall'ACAP e costituiti dalle sette linee di adduzione.
Contemporaneamente è stata fatta una operazione di eliminazione di sovrapposizioni, limitando i percorsi di queste linee dalle frazioni di origine ai comuni capoluogo e precisamente:
Il totale dell vett.km del servizio di linea appaltate iin questo modo ammonta a 146.000 all'anno.
Il trasporto di area dell'Alta Val Nure dalle frazioni ai Comuni Capoluogo è oggi costituito da un servizio tradizionale svolto nelle ore di punta e da un servizio a chiamata svolto nelle ore di morbida dalla stessa ditta appaltatrice, che si occupa anche della trazione e della manutenzione dei mezzi, dati in usufrutto dall'ACAP.
Nel caso della Val Nure è attualmente leggibile una netta gerarchizzazione dell'offerta che individua nelle due linee di fondovalle: Piacenza-Pontedell'Olio e Piacenza-Bettola-Selva (gestite dall'ACAP) l'asse portante dei servizi di relazione tra la valle e il capoluogo, a cui si affiancano i servizi di area di raccordo tra le valli laterali e i capoluoghi di Comune (gestiti dalla cooperativa).
Questa opzione ha fatto intravedere un tipo di scelta che è stata ripetuta successivamente da parte delgil Enti locali preposti al governo del trasporto: lasciare all'Azienda Pubblica la programmazione di tutti i servizi di bacino con gestione private sulle linee a scarsa domanda.
Per quanto riguarda i costi del servizio, va tenuto presente'appalto si risolve con un'apprezzabile riduzione del costo di produzione.
Per quanto riguarda l'offerta (vett.*km.) va segnalato che le fluttuazioni della produzione nel corso degli anni rispecchiano le caratteristiche proprie dei servizi non convenzionali, dove l'adattamento del servizio alla domanda servita si ripercuote direttamente sulle quantità di servizio prodotte. A fronte di tali fluttuazioni dell'offerta la Regione E.R. riconosce un tetto massimo di percorrenze annue per i servizi integrativi in Alta Val Nure pari a 135.000 Km/anno. Tale valore è il risultato dell stime effettuate in corso di progettazione ed analisi di fattibilità del Progetto Prontobus e tiene conto sia della stima della domanda potenziale relativa al sistema di trasporto non convenzionale che della rete stradale dei tre comuni della Val Nure sulla quale viene svolto il servizio.
Nel 1996 infine, per dare un servizio ad un gruppo di villaggi, ma i raggiunti dal trasporto pubblico, situati nell'Alta Val d'Aveto in Comune di Ferriere, è stato istituito un collegamento con il capoluogo valido per i sei mesi da Aprile ad Ottobre, quando le strade sono meglio percorribili e la popolazione aumenta. Questo servizio effettuato nella giornata di martedì quando gli utenti, in gran parte anziani, devono recarsi al capoluogo per servizi comunali o sanitari ha effettuato 2.555 km ed ha trasportato 437 passeggeri.
A quasi vent'anni di distanza dall'implementazione del sistema di trasporto non convenzionale nell'area dell'Alta Val Nure, il servizio a chiamata per le aree a domanda debole - Prontobus - con le sue caratteristiche innovative è parte integrante dell'offerta di trasporto pubblico della Provincia di Piacenza.